Erbe Aromatiche

zaferano

La nostra coltivazione di erbe aromatiche e piante officinali comprende zafferano, melissa, menta piperita e lavanda, e spezie quali alloro, salvia, rosmarino, origano e timo. Tutte queste piante sono state acquistate presso un vivaio certificato e coltivate secondo i dettami dell’agricoltura biologica, per ottenere prodotti più naturali possibile. Nel momento di massimo rigoglio vegetativo, preleviamo dalle piante le parti più fresche per essiccarle ed ottenerne delle spezie dal sapore inconfondibile.

ZAFFERANO

Questo particolare bulbo nel Medioevo era molto diffuso in Italia e anche nelle colline intorno a Firenze: si ha infatti notizia della produzione della spezia nella campagna fiorentina fin dal 1200 quando, anche in virtù del “valore” economico, veniva utilizzata come merce di scambio o al posto della stessa moneta. L’idea di poter contribuire, pur nel nostro piccolo, alla reintroduzione e allo sviluppo di questa coltura anche nelle nostre colline ci ha da subito affascinato. Una prima prova in campo ha dato risultati più che soddisfacenti. Questo ci ha portato a decidere di impiantare un primo zafferaneto di ca. 6.000 bulbi in un’area di 200 mq. Grazie poi alla naturale moltiplicazione dei bulbi al termine del loro ciclo biologico annuale, lo zafferaneto sta continuando ad ampliarsi. nonostante la costante manodopera che richiede, riusciamo ancora a seguire personalmente tutte le fasi della coltivazione, continuando a porre una scrupolosa attenzione a tutti gli step, dalla preparazione del terreno in primavera alla raccolta e sfioritura in autunno, garantendo quindi un prodotto genuino e biologico al 100%. 

Per maggior garanzia di salute dei bulbi, per non impoverire il terreno e per non far mai mancare ai bulbi le sostanze di cui hanno bisogno, ogni anno espiantiamo l’intero zafferaneto per impiantarlo in una nuova zona, con una rotazione triennale. Questo lavoro, seppur molto impegnativo, ci permette anche di controllare lo stato dei bulbi e bloccare eventuali attacchi di funghi o batteri che, se lasciassimo i bulbi nel terreno per 3 o addirittura 5 anni come è uso comune in altre zone in Italia e soprattutto all’estero, potrebbero svilupparsi indisturbati per anni.